La via della mano vuota per la giovane campionessa Elena di Lelio è cosa seria: il karate-do è diventato per lei negli anni non solo una passione che è sfociata in un talento messo a fuoco nel Dojo giapponese, ma si è scoperta nel quadrato nipponico una forza d’animo che la sta portando a trionfare nei più prestigiosi tornei internazionali.

Quella di Podgorica, capitale del piccolo ma agguerrito stato montenegrino situato nei Balcani meridionali, è stata la punta di diamante di una già lunga carriera per Elena, che con dedizione, concentrazione e connaturato impegno ha dimostrato contro le avversarie degli altri paesi europei la giuste dose di carisma e freddezza nei movimenti. Già a Porec in Croazia nel 2019 gli irreprensibili giudici si erano accorti di un astro delle arti marziali che stava nascendo, ma nel 2021 i miglioramenti sono stati a dir poco eccezionali.

Convocata nella forte squadra di San Marino, gli osservatori nazionali si sono subito accorti del talento in erba di questa allenatissima ragazza del quartiere Frati di Camaiore, issandola nelle competizioni più in vista del circuito extra-italiano: ai Campionati europei dei Piccoli Stati la voglia di vincere di Elena è stata più forte di qualsiasi altra cosa, guadagnandosi una medaglia di bronzo che ha il sapore dell’oro per la qualità indiscussa delle altre atlete in gara.

Il karate per Elena non è soltanto una forma di fare sport riuscendo pienamente in ciò per cui si allena, ma è una strada filosofica intesa nel senso più puro degli antichi maestri dell’isola di Okinawa, un ripiegamento su se stessa che le consente di sprigionare la propria destrezza e potenza al meglio a livello agonistico. Se ancora in giovanissima età ha già conquistato i parquet di mezza Europa, sentiremo per molto parlare di questa ragazza a livello di agonismo sportivo nei prossimi anni.

Andrea Boccardo

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